mercoledì 27 maggio 2015

Librimmaginari Avventure dello sguardo fino al 21 Giugno


Librimmaginari
Avventure dello sguardo
dal 5 al 21 Giugno 

dal giovedì alla domenica dalle ore 17:00 alle 20:00
INGRESSO GRATUITO
presenta

Cartografie dell'immaginario
il paesaggio tra mappature e smarrimenti
A cura di Marco Trulli e Marcella Brancaforte

Inaugurazione
5 Giugno ore 18.00
Padiglione Chiarini Carletti, La Quercia (Viterbo)
Strada Cupa, 5, La Quercia, Viterbo
Apertura mostra: dal 5 al 21 Giugno, dal Giovedì alla Domenica dalle 17 alle 20
In collaborazione con la Biblioteca Consorziale di Viterbo

Artisti
Pasquale Altieri, Patrizio Anastasi, Lucilla Candeloro, Canedicoda, Daniele Catalli, Luca Coclite, Alessandra De Cristofaro, Massimo De Giovanni, Tothi Folisi, James P. Graham, Federico Lupo, Maddalena Mauri, Alex Raso, Irene Rinaldi, Francesca Zoboli

E il progetto collettive di cartoline d’artista "Archivio dei paesaggi immaginari"
con Aka B, Nicoz Balboa, Paolo Bazzani, Andrea Bennati Martina Bonina, Julia Binfield, Giorgio Bramante Donini, Marcella Brancaforte, Emanuela Bussolati, Francesco Calcagnini, Mara Cerri, Lucia Conversi,
Giovanni Colaneri, Alberto Corradi, Mariachiara Di Giorgio, Magda Guidi, Simone Iocco, Ettore Festa, Giovanni Kranti, Raffaella Ligi, Isabella Mara, Anna Martinucci, Anna Nina Masini, Beppe Mora, Virginia Mori, Riccardo Muzzi, Andrea Noceti, Giulia Orecchia, Rita Petruccioli, Alfonso Prota, Simone Rea, Alex Raso, Irene Rinaldi, Daniele Ricco, Paolo Rui, Alessandra Scandella, Emanuele Serra, Václav Šlajch, Simona Tonna, Studiovagante, Alessandro Tartaglia, Andrea Venanzi, Fabio Visintin.

Per info: culturavt@arci.it
librimmaginari.blogspot.com

Dopo Diarimmaginari e Funes o della memoria, Librimmaginari promuove la terza edizione della mostra collettiva. Se Diarimmaginari compieva un focus sul tic del racconto visivo attraverso l’esposizione di quaranta diversi diari, Funes ha proposto l’esplorazione delle possibilità di manipolazione del libro, proponendo agli artisti di lavorare, in maniera tautologica, sulla rappresentazione di ciò che nel libro era già scritto, ponendosi l’obiettivo di ricordare in maniera “termica, muscolare” le storie raccontate, come nel breve racconto di Borges. La terza edizione si propone di costruire una riflessione articolata sul paesaggio. Gli artisti, scelti con il consueto sguardo trasversale tra illustrazione ed arte contemporanea, sono stati invitati a lavorare sul concetto di paesaggio attraverso l’utilizzo di una gamma eterogenea di strumenti di rappresentazione e interpretazione. Il progetto parte dal concetto di “paesologia” che Arminio definisce così: “La paesologia non è altro che il passare del mio corpo nel paesaggio e il passare del paesaggio nel mio corpo. È una disciplina fondata sulla terra e sulla carne. È semplicemente la scrittura che viene dopo aver bagnato il corpo nella luce di un luogo.” Il tentativo che la mostra cerca di portare a termine è quello di proporre agli artisti di interrogarsi sulla necessità di riannodare la relazione con il paesaggio, attraverso la riattivazione dei meccanismi di ascolto, percezione, osservazione e reimmaginazione. Il termine paesaggio è inscindibilmente legato all’esigenza della sua rappresentazione, in quanto definisce nello stesso tempo sia la percezione di un determinato luogo, sia la sua raffigurazione, rendendo inseparabili fra loro l’oggetto dal soggetto, l’ambiente dal suo abitante. Il paesaggio inteso non come genere di rappresentazione, ma come strumento per la costruzione di senso.
Due stanze, due linguaggi, uno stesso terreno di confronto. La mostra percorre il crinale che separa l'orientamento nel territorio dallo smarrimento visionario e onirico. Nel percorso espositivo convivono, infatti, strumenti di misurazione del paesaggio, mappe sentimentali, camminate ad occhi chiusi, atlanti immaginari e dispositivi per lo smarrimento, vie di fuga, buchi neri.
Il paesaggio attraversato e vissuto nelle sue pieghe, mediante un'adesione profonda alla sua origine mitica, alla sua natura primitiva. I lavori degli artisti aprono canali di comunicazione tra tessuto e memoria, tempo e paesaggio. Sono panorami interrotti, glitch dello sguardo, appropriazioni, disconnessioni tra spazio e tempo.
In questo contesto, l'Archivio dei paesaggi immaginari, progetto collettivo di cartoline d'artista, riflette sui paesaggi da souvenir, decostruendone gli stereotipi attraverso un'opera continua di tessitura tra luoghi reali e paesaggi della visione.

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