venerdì 20 maggio 2011


PROIEZIONE
"YOUNGSTOWN"
-un'altra volta, un'altra onda -


martedì 24 maggio · 15.00 - 18.00
Complesso di Santa Maria in Gradi



«Mentre voi avevate il settimo cavalleggeri, il napalm e le bombe di Hiroshima e Nagasaki, noi avevamo appena una
vecchia moviola in un sottoscala per farvi a pezzi... .»
Alberto Grifi

Arci Viterbo e Unicittà organizzano la proiezione del del documentario Youngstown. Un'altra volta, un'altra onda prodotto da Officina Multimediale/M'ArtE e realizzato da Maurizio 'gibo' Gibertini e Manuela Costa. Saranno presenti gli autori

“Noi la crisi non la paghiamo”. E’ questo lo slogan, insieme a tanti altri, che pervade il documentario di Manuela Costa e Maurizio Gibertini. Lo slogan dell’Onda, il movimento studentesco che nel 2008 si ribellò ai tagli all’istruzione e alla ricerca, con sit-in, occupazioni degli atenei, grandi cortei in strada. La crisi economica che colpì il mondo occidentale nel settembre di quell’anno non deve ricadere su studenti, ricercatori, insegnanti, che tutti insieme protestano, in massa. È una protesta a macchia di leopardo, che sembra non possedere un filo conduttore ben definito. E anche per questo imprevedibile. YOUNGSTOWN. UN’ALTRA VOLTA, UN’ALTRA ONDA, affronta l’Onda in maniera diretta, senza limiti, senza lasciare niente all’immaginazione. Ci catapulta dentro questo movimento e ci fa assaggiare attimi di pura contestazione, di genuina realtà, fatta molte volte di scontri e guerriglia e facendoci partecipi delle lunghe giornate passate in strada da tutti quei ragazzi che si battono per un futuro migliore, dai bambini delle scuole medie agli universitari, passando dai precari fino ai genitori. Il documentario raccoglie, accoglie ed archivia gli slogan e le azioni di queste manifestazioni anche perché non ne rimanga solo la risacca, ma perché siano presente testimonianza di un importante disagio che non va certo dimenticato.
Credere e battersi per le proprie idee, non è follia, ma pura concezione dell’essere umano. YOUNGSTOWN è un documento su quella realtà, una visione reale sulla condizione della scuola italiana, che tutt’ora non si riesce a risolvere, anzi, andando sempre più verso una strada dove il futuro non si prospetta roseo.

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