giovedì 12 maggio 2011


Ciné Mon

Amour




Rassegna Cinematografica primaverile di ARCI e AUCS

In occasione del Venticinquennale dell’AUCS parte a Viterbo “Ciné Mon Amour”.

Il calendario prevede sei appuntamenti serali, dal 28 aprile al 26 maggio 2011, promossi con ARCI-comitato provinciale, UCC

A e Istituto Luce. Le proiezioni si svolgeranno presso il Cinema Trieste, in Via Zara, ad eccezione di quella del 18 maggio presso la Facoltà di Agraria (Via de Lellis).

Venticinque anni di attività sul territorio sono un traguardo importante. AUCS, che da oltre15 anni porta in sala Immagini dal Sud del Mondo, vuole festeggiare iniziando col cinema,lo strumento più congeniale e immediato per affrontare tematiche e contenuti spesso sottintesi e a volte dimenticati. Parlare attraverso le immagini vuol dire raccontare, attraverso lo sguardo della macchina da presa, storie di integrazione, culture e tradizioni tra oriente e occidente.

- ingresso: 4 € - ridotto ARCI 3 € info: 39.393.9096292 -

IV PROIEZIONE

Mercoledì 18 MAGGIO 2011 ore 21.00 Aula Magna Facoltà di Agraria - Viterbo

Fotoreporter di successo, Upin, si reca nel Bengala occidentale, in India, per realizzare un reportage sullo sfruttamento delle donne in una regione dominata da regole tribali. Arrivato lì, si imbatte nella bellissima Gangor. E la ritrae a seno nudo mentre sta allattando. Uno scatto che però costa caro alla donna. La foto, infatti, esce sui giornali scatenando l’ira degli uomini del suo villaggio, che le usano violenza. Comincia così la coraggiosa battaglia di Gangor per far valere i suoi diritti di essere umano, ma soprattutto di donna. Nell'opera il cineasta con la passione per l’Asia, Italo Spinelli, riesce a far confluire una serie di spunti notevoli. Si parla di donne innanzitutto, e del cammino verso l’emancipazione. Che continua nel placido occidente, ma che prosegue la propria marcia anche nelle aree del pianeta dove i diritti individuali ristagnano in una nebulosa di riti anziché di leggi. Si parla di etica del giornalismo, dei limiti e degli obiettivi dell’informazione, del ruolo sociale di chi lavora nella macchina delle notizie. In una nazione la cui economia è emergente, ma dove il visto della censura rappresenta ancora un nodo irrisolto. E, perché no, parla pure di una donna sola, e del suo coraggio. Quello di vedere rispettate le proprie prerogative esistenziali, di ottenere giustizia, di poter condurre una vita “normale” nella propria comunità.

V PROIEZIONE

Giovedì 19 MAGGIO 2011 ore 21.15 Cinema Trieste - Viterbo

Il film rievoca la strage di sette monaci cistercensi di Thibirine sullo sfondo della guerra civile in Algeria nel 1996. La Al-Jama’ah al-Islamiyah al-Musallaha, il gruppo armato che mira a rovesciare il governo, rivendicò la responsabilità dell’eccidio, ma fonti francesi hanno sempre ritenuto plausibile l’ipotesi che i religiosi siano stati trucidati da reparti dell’esercito algerino nel quadro o di una strategia della tensione o di un banale “errore”.

Uomini di Dio è un film capace di trovare un giusto equilibrio tra narrazione e oggetto narrato, raccontando la storia di una tragedia della follia umana, ma è anche capace di mostrare senza troppi moralismi quanto profonda possa essere la fede di uomini votati alla religione, senza nascondere che anche il loro cammino è irto di fatica, errori e dubbio. Il film di Beauvois è certamente un film che piacerà nei cineclub delle parrocchie, anche grazie ai lunghi dialoghi dove i monaci esprimo la loro fede genuina (di recente al cinema la Chiesa non è facilmente un “personaggio” positivo), ma come è accaduto con lo splendido Lourdes, anche un film come Uomini di Dio è in grado di mettere d’accordo punti di vista estremamente lontani.


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