lunedì 28 febbraio 2011

L'1 Marzo la Carovana Antimafia a Viterbo

Parte l’1 marzo la Carovana Internazionale Antimafia che, fino al 4 giugno sarà in viaggio toccando più di 200 città italiane, con tappe anche in Francia, Svizzera, Bulgaria, Bosnia e Serbia. I due camper della carovana antimafia viaggeranno per promuovere i temi della legalità, della lotta alle mafie, la difesa del lavoro e della legge sui beni confiscati.

Il 2 marzo la Carovana arriverà a Viterbo: dalle ore 15 due camper sosteranno a Piazza del Teatro con il loro “carico” di materiali informativi, pubblicazioni sulla mafia e sull’attività di promozione della legalità. Alle 16, presso la Sala Conferenze della Camera di Commercio, si svolgerà un incontro con la cittadinanza con la proiezione del film-documentario di “La quinta mafia”. Sarà presente Antonio Turri, coautore del film e coordinatore regionale di Libera, interverranno i rappresentanti delle associazioni e dei sindacati che organizzano l’iniziativa: Arci Viterbo, Libera Viterbo, CGIL, CISL e UIL con la collaborazione della Consulta studentesca provinciale.

Il documentario La quinta mafia narra l’inquietante mix, complesso e variegato, di mafie tradizionali, colletti bianchi e delinquenti locali, boss in grado di reinvestire il denaro di Cosa Nostra, camorra e ‘ndrangheta. Nel Lazio si è radicata una “quinta mafia”, pronta a trasformarsi da soggetto dell’anti-Stato a soggetto collaborante, grazie a figure deviate della politica e della pubblica amministrazione. Si tratta di un viaggio dal fiume Garigliano a Roma, attraverso testimonianze e il racconto di storie come quella del mancato scioglimento del consiglio comunale di Fondi, che dimostrano l’evoluzione delle mafie dopo le prime fasi di infiltrazione e la nascita di nuovo soggetto composto da mafie di importazione, autoctone e pezzi della politica e dell’imprenditoria laziale.

Gli organizzatori invitano la società civile a partecipare per rinnovare l’impegno comune per la difesa dei valori promossi dalla carovana, obiettivo che può essere raggiunto solo insieme, riscoprendo un “noi” di cui tutti dobbiamo sentirci parte.

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