sabato 11 dicembre 2010

Proiezione del film Di me cosa ne sai. Partecipa il regista Valerio Jalongo


La rassegna L'Italia che non si vede organizzata a livello nazionale dall'Ucca e nella provincia di Viterbo da Arci e AUCS chiude la sessione di Dicembre con un importante appuntamento di riflessione sulla crisi del cinema e le politiche culturali in Italia. Partecipa Valerio Jalongo, regista e protagonista del movimento Centoautori, che da sempre difende la qualità e le capacità della produzione filmica nazionale. Il suo ultimo... film è La scuola è finita.
Il regista parteciperà anche ad un incontro previsto lo stesso 16 dicembre a Beni Culturali, nel quale si affronterà il tema del declino della promozione di politiche culturali in Italia.


IL FILM
"Di me cosa ne sai" comincia come un'inchiesta su uno dei tanti misteri degli anni Settanta. Ma a differenza di altri misteri italiani senza soluzione, qui non ci sono cadaveri, né stragi. C'è però l'improvviso, rapidissimo declino di un cinema che per trent'anni ha dominato le scene internazionali. Com'è potuto succedere? Chi o che cosa ha ucciso il grande cinema italiano? Questa domanda ci guida in un percorso ricco di testimonianze preziose e di riflessioni originali: da Mario Monicelli a Wim Wenders, da Dino De Laurentiis ad Andreotti, Ken Loach e molti registi italiani.
Tra interviste, materiali d’archivio e spezzoni di celebri film, l'indagine comincia col ripercorrere a ritroso le fortune del nostro cinema individuando negli anni Settanta il punto di svolta per una cinematografia che, dal Neorealismo in poi, aveva ottenuto non solo riconoscimenti e prestigio internazionali, ma anche ottimi riscontri commerciali sia in Patria che all’estero.
In mezzo a tanta desolazione emergono figure quasi eroiche, come l’intrepido gestore dello storico cinema Mexico di Milano che ha tenuto in programmazione per mesi “Il vento fa il suo giro” di Giorgio Diritti, o l’anziano proiezionista ambulante calabrese, o ancora il collezionista lucano che negli anni ha raccolto in un vecchio fienile migliaia di preziose pellicole. Tra i tanti pezzi del puzzle che compongono il delitto perfetto perpetrato ai danni del cinema italiano, il film di Jalongo ci ricorda anche un episodio quasi dimenticato: la battaglia legale sulle interruzioni pubblicitarie dei film trasmessi in televisione, che vide contrapporsi alcuni registi, tra cui proprio Fellini, ai canali televisivi di proprietà dell’attuale Presidente del Consiglio.
Ingresso 4 euro, ridotto tessera arci e studenti universitari 2,50
Per info: arciviterbo.blogspot.com
culturavt@arci.it
http://www.youtube.com/watch?v=YmRoi_BI--I

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