venerdì 17 dicembre 2010

La Banca del Racconto: ultimo appuntamento a Vejano

BANCA DEL RACCONTO

DAL 12 AL 18 DICEMBRE 2010

Comunità, paesaggi, storie della Tuscia. Racconti come patrimoni identitari da valorizzare per un armonico sviluppo culturale ed economico del nostro territorio.

Dopo Vetralla e Tuscania, la terza edizione si chiude a Vejano

Per l’anno 2010, grazie alla collaborazione e la partecipazione finanziaria della Provincia di Viterbo, Assessorato alla Cultura, in collaborazione con l’Officina Culturale della Tuscia diretta da Marco Schiavoni e con la Regione Lazio, Assessorato alla Cultura Arte e Sport, con il patrocinio delle Amministrazioni Comunali di Tuscania, Vejano e Vetralla, il progetto si concentra su tre comunità dell’Alto Lazio: Tuscania, Vetralla e Vejano.

Dopo il successo del primo appuntamento a Vetralla, presso il Museo della Città e del Territorio, la “Banca del Racconto” approda a Tuscania e a Vejano. A Tuscania venerdì 17 dicembre alle 16.30, sarà ospite del Centro Anziani di via Marconi 2 con un incontro sulle memorie del terremoto del 1971. Il 18 dicembre alle 17.00 sarà invece a Vejano, sempre presso il Centro Anziani in via della Repubblica, sui ricordi dei bombardamenti del 5 giugno 1944.

A Tuscania il trauma è recente. Una catastrofe voluta da madre-Natura-matrigna: il terremoto. Nel 1971, il 6 febbraio, giorno di carnevale. L'Italia di un Dopostoria consumista e omologato già volto sul baratro della Prima Recessione post-Boom economico. Immagine-simbolo: lo splendido rosone di San Pietro miseramente precipitato a terra -quel rosone immortalato dall'obiettivo di Pier Paolo Pasolini in Uccellacci e uccellini appena 6 anni prima, con Totò frate Ciccillo e frate Ninetto Davoli francescanamente danzanti sul sagrato, intenti a convertire passeri-. E ancora: il centro storico in macerie; Disperazione e morti; e tutto quel che ne seguì: una comunità deportata d'urgenza in periferie tirate su in fretta e furia; uno splendido centro storico-monumentale deserto per anni.. e che cosa resta?
Nel locale Centro Anziani, proveranno a rievocarlo e raccontarlo un po' narrando e un poco improvvisando, con la prosa dei ricordi e le ottave dei grandi poeti a braccio tuscanesi del passato: l'attore Pietro Benedetti -tuscanese all'anagrafe e nel cuore- e il poeta-pittore Ennio De Santis -tuscanese d'adozione, ma ormai memoria storica del borgo maremmano: Ennio si trasferì a Tuscania pochi anni dopo il trauma-. I due saranno ospiti d'onore nel cuore di una speciale replica dello spettacolo “Porgete orecchio, egregi miei uditori”, viaggio nel mondo della poesia popolare in ottava rima, a cura della Banda del Racconto -Antonello Ricci, Alfonso Prota, Olindo Cicchetti-. La replica s'intitola: Nel Millenovecentosettantuno... il terremoto a Tuscania. Nel corso della performance, Ricci & Co. riproporranno anche versi degli indimenticati Montesi, Meloni, Ciccioli, Quarantotti...

A Vejano per rivivere il trauma del passaggio del fronte di guerra nel cuore della Tuscia. Era il 1944. La guerra come la ricordano coloro che la vissero e subirono: uomini e donne che oggi hanno ottanta almeno 80 anni. Ma in quei giorni, terribili e meravigliosi, erano ariosi farfarelli senza età. Picari gettati nell'avventura della vita, i cui sguardi poterono snudare e trafiggere le più crude verità della vita e della morte. Così, davanti a un registratore acceso, sotto una grandine di bombe enormi e luccicanti, sotto le raffiche dei mitragliamenti, in mezzo a cadaveri sfigurati, sanguinolenti e putrefatti, in mezzo alle rovine fumanti dei loro amati paesi rasi al suolo -mezzo sepolti dalle macerie morali di un Paese sciaguratamente precipitato nell'orrore-, ecco farsi largo inattesi stupori e meraviglie, sorrisi e risate, fiabeschi paradossi e beffe boccaccesche. Pietà. Si parla di tenerezza, perché dove maggiore è il pericolo, è proprio lì che cresce la salvezza. Perché la vita non si arrende e sempre ricomincia.

Come in ogni psicodramma che si rispetti, le comunità locali, che avevano affidato le proprie storie e le proprie vite ai narratori della Banca del Racconto, potranno assistere a una restituzione-messinscena della propria voce-memoria. In forma di reading, di teatro narrazione, gli spettatori assisteranno al ritorno della propria odissea in forma di racconto.
A Vejano, di fronte e insieme al coro anonimo, esuberante e vitale, formato dai vecchi del Centro Anziani, come nella cavea di un teatro greco, rivivremo la tragedia del devastante bombardamento del 5 giugno 1944. In scena Alfonso Prota, Antonello Ricci e Marco D’Aureli

La Banca del Racconto è un progetto ideato e curato da Alfonso Prota e Antonello Ricci, con il contributo dell’Associazione Culturale Percorsi – Circolo ARCI- ed in collaborazione con la Soc. Coop S.T.A.F. ar.l. di Viterbo.

Il progetto, attivo dal 2008, ha visto la collaborazione del Prof. Marcello Arduini -docente di Antropologia Culturale dell’Università degli Studi della Tuscia-, del Dott. Marco D’Aureli -Direttore dei Musei della Terra di Latera e del Brigantaggio di Cellere-, di Stefano Frateiacci -grafico e impaginatore delle pubblicazioni realizzate-, della casa editrice Ghaleb Editore e del gruppo teatrale Banca del Racconto per la fase di “restituzione”.


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